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1998 PDF Stampa E-mail

Lettera confidenziale

Annamaria M., marzo 1998

Caro Don,

uno dei tuoi desideri era di preparare a Gesù la tovaglia per l’Altare. Forse pensavi che quando la tovaglia fosse stata terminata “LORO” sarebbero venuti a prenderti.

Credo che una delle prime cose che la Mamma del Cielo ti ha fatto vedere sia stata la tovaglia, di cui un lembo adesso sfiora la terra. Tu non sapevi come Lei intrecciasse i fili, ma gliene davi tantissimi, con fiducia, ogni giorno: ogni filo un’anima, un fratello, una sorella, un figlio.

Non sappiamo se la tovaglia ora sia proprio di tuo gradimento. Credimi, nessuno di noi vorrebbe essere quel filo ostinato che va per i fatti suoi e rovina anche buona parte del ricamo aggiunto intorno. Se quel filo dovessi essere io, rimettimi a posto, ti prego, secondo il grande potere che il Padre ha dato a te, Sacerdote di Gesù e Maria, nella forza dello Spirito Santo.

Se quel filo, invece, dovesse essere qualche mio fratello o sorella, o amico ti prego lo stesso di provvedere come sai fare tu, adesso che il tuo amore non conosce barriere se non come costruzioni d’amore. Mi scopro qualche volta ad immaginare cosa tu stia facendo lì dove non ci sono ostacoli e tutto è luce e pace ed azione nella Carità.

Noi abbiamo l’impressione di essere disorientati come i discepoli dopo la morte di Gesù; ci pare che nessuno, come te, lasciasse trasparire dalla propria persona l’immagine di Cristo.

Gesù non si ingelosisce certo di questo nostro amore per te, che non vuole spegnersi né morire. Non ti nascondiamo che sarebbe comodo dimenticarti piano piano secondo le leggi del nostro tempo inesorabile. Ma non è così. Pare quasi ci vada di vivere scomodi, perché tu eri anche scomodo, sai, spesso e volentieri. Come Gesù del resto: affascinante, coinvolgente, esigente e scomodo.

Non a tutti è andato a genio quel Gesù che ti aveva affascinato e coinvolto… al punto di finire sulla Croce.

Nella sua grande preghiera (Gv 17,20-21) prima del Getsemani e del Golgota, Gesù ha pregato il Padre perché fossimo una cosa sola.

Anche tu avevi tanto pregato per questo, perché noi, tuoi figli spirituali, fossimo una cosa sola; e ci invitavi ad essere prudenti e saggi. “State attenti. Il demonio è molto astuto: prima vi divide e poi vi fa fuori ad uno ad uno”. “Perché pensi male? Perché giudichi nel tuo cuore? Ipocrisia – falsità – invidia – gelosia… quando si è tentati di guardare il comportamento degli altri”.

Ma ti dicevo che ci sentiamo come i discepoli dopo la morte del Maestro. Sapevano di non essere orfani (Gv 14,18) però mancava loro il punto visibile di riferimento. Così anche per noi. Dobbiamo fare costantemente riferimento alle tue parole e al tuo esempio… ma… Don… cosa indichi con la mano?… il Tabernacolo? È vero, scusa; dobbiamo fare costantemente riferimento alla Sua parola per essere Suo Seguito.

Puoi aiutarci ancora, anche se siamo di dura cervice? Ottienici che nessuno sia seme di divisione nell’opera che hai istituito, che piace al Padre e che il Signore non distruggerà. Questa è la grazia più importante, più semplice e grandiosa nella sua umiltà che ci puoi ottenere.
 
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