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"Tesori Nascosti" - Storie e musiche d'organo in diocesi Concordia Pordenone PDF Stampa E-mail
Sabato 24 Settembre 2016 09:10

Finalità - Il nuovo progetto radiofonico che Radio voce nel Deserto proporrà al proprio pubblico, tratterà sulla valorizzazione e la conoscenza del variegato patrimonio organistico custodito all'interno delle nostre chiese diocesane. Visto la vastità degli argomenti è stato difficile condensare in diciassette puntate più una di preambolo e l'altra di riepilogo la realizzazione del ciclo, che originariamente era pensato solo per la conoscenza del patrimonio organistico per poi allargarsi alla presentazione ed alla conoscenza del luogo di culto che ospita tali "Tesori" per l'appunto nascosti. A volte entrando in chiesa, per pregare o per soffermarsi in silenzio davanti al Santissimo, siamo "avvolti" dal caldo e piacevole suono dello strumento principe della chiesa, ovvero l'organo; ecco di qui la genesi di questo ciclo, conoscere gli strumenti contenuti nelle nostre chiese e spesso dimenticati o caduti in disuso. Il progetto si articolerà in 19 appuntamenti settimanali che verranno diffusi la domenica pomeriggio a partire dalle ore 14.00 con replica il venerdì successivo a partire partire dalle ore 22.00 e sarà curato dagli stessi organisti che suonano codesti strumenti, molti dei quali appartenenti all'Associazione per la musica sacra "Vincenzo Colombo". Interverranno in studio : il cav. Francesco Zanin della premiata Fabbrica organi di Gustavo Zanin che curerà la puntata di prologo atta a far conoscere dal punto di vista tecnico-descrittivo l'organo, seguiranno gli interventi dei seguenti organisti dott. Lorenzo Marzona, Andrea Tomasi, dott. Alberto Patron, Elia Pivetta, dott. Luigino Favot, Michele Bravin, rev. mo don Giuseppe Russolo, prof. Enrico e Federico Furlanetto, Danilo Macor, Roberto Gri, Marco Baradello, Mario Scaramucci, Gino Lovisa, Roberto Cescut, Daniele Parussini, Daniele Toffolo e infine nella puntata di riepilogo avremo in studio il prof. Fabio Metz che ha curato anche un volume dedicato alla storia degli organi diocesani.

Origini e storia dell'organo - L'organo è uno strumento musicale della famiglia degli aerofoni. Viene suonato per mezzo di una o più tastiere, dette manuali, e, quando presente, di una pedaliera. Nasce come vera e propria invenzione nel 275 a.C. circa in Alessandria d'Egitto e, attraverso circa 2300 anni di storia, è appartenuto a diversi popoli e culture. Prima di essere scelto come strumento privilegiato all'interno delle varie chiese europee d'impronta cristiana, ha svolto diversissime funzioni, nel mondo ellenico, bizantino, romano e medievale, tra le quali, alla nascita, quello di automa sperimentatore dell'azione delle forze naturali. Successivamente, per la sua valenza musicale, diventato molto di moda nel mondo antico, è stato usato negli stadi per competizioni musicali o accompagnamento di gare sportive o ludi gladiatori. A Bisanzio era oggetto di meraviglia suonato a palazzo solo dalla corte imperiale e successivamente commento delle notti bizantine nei palazzi nobiliari. Nel mondo romano diventa talmente di moda, da costituire una specie di pianoforte verticale ante litteram, entrando in quasi tutte le case romane che potevano permetterselo e venendo riprodotto in bassorilievi, stele, monete, mosaici, affreschi e perfino in lucerne con la sua forma. Successivamente, ripudiato e osteggiato dai Padri della Chiesa (come la musica) per la sua fortissima valenza profana, sparisce dalla circolazione e si rifugia nei monasteri come strumento privilegiato per lo studio dell'armonia e della nascente prepolifonia. L'organo dovette ancora assolvere diversi compiti profani prima di divenire, con qualche eccesso, strumento principe della musica sacra occidentale. Tra essi, anche quello di macchina bellica, trainata su un carro, adatta a terrorizzare i nemici con un suono potentissimo, che si poteva udire a miglia di distanza. Visto l’uso ancora ibrido, l’inizio della piena accettazione nelle chiese avvenne soprattutto attraverso la mediazione dell’insegnamento. Nell’872 papa Giovanni VIII chiese l’invio a Roma di uno strumento costruito in Baviera, assieme allo specialista che sapeva suonarlo, per l’apprendimento della musica da parte dei chierici romani. L'organo ha un ruolo di primo piano nella musica sacra e nella liturgia Ispirandosi al concetto di organo consegnato dalle storiche tradizioni organarie, nei secoli altri strumenti sono stati ideati e costruiti, di pari passo con l'avanzare delle migliori tecnologie dell'epoca e del gusto musicale: nell'Ottocento è stato inventato l'harmonium e nel Novecento, con i progressi dell'elettronica, ha visto la luce l'orgamo hammond. L' estensione dell'organo è potenzialmente la più ampia fra tutti gli strumenti musicali, dal momento che ne esistono alcuni capaci di superare le dieci ottave. Inoltre, per merito dei numerosi e vari registri (o "voci") associabili ai manuali e alla pedaliera, l'organo è in grado di produrre, a parità di tasti premuti, una complessa sinfonia di suoni che lo rende simile a una vera e propria orchestra in miniatura.

Conclusioni - Facciamo nostre le parole del papa emerito Benedetto XVI, pronunciate durante la benedizione del nuovo organo della Alte Kapelle, per farvi capire l'importanza di questo strumento musicale non a torto definito lo "Strumento principe della Chiesa": « L'organo, da sempre e con buona ragione, viene qualificato come il re degli strumenti musicali, perché riprende tutti i suoni della creazione e dà risonanza alla pienezza dei sentimenti umani, dalla gioia alla tristezza, dalla lode fino al lamento. La grande varietà dei timbri dell'organo, dal piano fino al fortissimo travolgente, ne fa uno strumento superiore a tutti gli altri. Esso è in grado di dare risonanza a tutti gli ambiti dell'esistenza umana. Le molteplici possibilità dell'organo ci ricordano in qualche modo l'immensità e la magnificenza di Dio. »

 
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